martedì 27 dicembre 2011

...tra i tanti rimpianti che potrebbero rimanere non vorrei quello di non aver provato a dare leggerezza e luce alle pesantezze nelle quali inciampiamo... Per 30 anni ho inciampato e sudato accompagnando la madre del ferro.
E' una madre pesante e stupenda...rigida ma ammaestrabile con meno calore del figlio; è una madre povera ma non c'è forno più alto che la può incanalare...è una madre rimasta nell'ombra per secoli mentre figli e nipoti pavoneggiavano al mondo nascondendola con la sua ombra. E' una madre rimasta in basso per anni a chiudere e scolare acqua e fanghi sotto i nostri piedi o a tenere salda a terra la nostra tecnologica frenesia.

Ho provato ad illuminare la ghisa...ci ho provato con pudore e con rispetto fondendola in forni antichi, formandola nella terra in superfici semplici, grezze e tignose, scavate dalla mola e accarezzate dalla graniglia in acciaio al manganese (uno dei nipoti preferiti) per poi fermarle con una trasparenza che non è colore...la madre non ama truccarsi.

Infine una luce...un led piccolo perchè le madri risparmiano sempre...

Non so ancora bene cosa la madre mi ha restituito, se luce o ombra, resta il dubbio su questa madre antica che forse per pudore o forse per indifferenza definisce un segno che non si lascia battezzare.

E allora da fuori a dentro, dalla strada alla casa...ai luoghi del nostro ritorno...la madre ci sta ad entrare.

Non in ogni dove riesce ad entrare la ghisa; non tutte le madri, forse ingombranti ma solide, riescono a fermarsi e lasciare quel segno leggero ma definito che, comunque, forse non riusciremo a decifrare.


Ci ho appoggiato sopra una forma di sabbia e, con pudore e pazienza, sono andato a cercarne la trasparenza, lasciando poi sfogare come liberazione quel flusso di luce che non riesce a trattenere. Che poi la sabbia, fatta dura e definita, ci abbia regalato un misto di timidezza e di rapida manifestazione è stato per un suo accordo personale con la luce, e ha lasciato un segno, forse addirittura un segnale...

Domenico Fiorini

Nessun commento:

Posta un commento